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mercoledì 28 marzo 2012

La cena parigina consigliata dai miei amici A elle U

Risaliamo “dans la rue” e ci troviamo in una Parigi a noi sconosciuta, Illuminati dalla sola lanterna del nostro Tom Tom in modalità pedone, seguiamo le indicazioni delle stelle e avanziamo per i vicoli del XI° arrondissement.

Mentre ci avviciniamo alla nostra meta vediamo qualcuno rincasare, le luci e il vociare che provengono da una festa in casa e poco altro; la bandiera a scacchi è dinnanzi a noi.

Nessuna insegna all’ingresso del ristorante, nessun menù, tende scure coprono gli interni: ci sono tutti gli ingredienti per entrare.

Ci accolgono informali e variopinti camerieri (c’è la donna di colore che non perde tempo e il ragazzo filosofo e preciso) che ci accompagnano verso un “tavolo a scacchi” al centro della sala sotto un tetto di salumi!

Scelta del menù rapida (ndr le specialità consigliate dal maestro Alain Ducasse nella sua guida Paris: Je t’aime) e servizio altrettanto rapido.

Arrivano gli antipasti tipici d’oltralpe, come d’oltralpe sono tutti i clienti di questo locale, tutti: non c’è uno straniero tranne noi che quando cominciamo a mangiare (e soprattutto a bere un buon rosso cotes du rhone) ci confondiamo bene con i nostri cugini autoctoni.

Un’insalatina verde sorregge quattro petali di fois gras…il fois gras, il miglior fois gras che abbia mai mangiato, tenero come burro, quasi spalmabile, eccellente, a seguire un patè regionale, non male, ma lontano dal fior fiore di fois gras.

Cassoulet XXL, e la taglia non mente, arriva in “cassole” appunto e poi ci viene servito in piatto, sfama almeno due persone.
Il piatto contiene: confit d’oca, stinchi e costine di maiale, salsicce di Tolosa e cotenna adagiate su ben amalgamati fagioli bianchi.
Ma il pezzo forte deve ancora arrivare, anzi i tre pezzi forti…..tre piccoli porcellini ovvero tre piedini di maiale in salsa verde: impossibile descrivere la sensazione provata...paradiso sul palato ci viene da scrivere, mai mangiati, ma ancor di più, mai mangiati così, teneri ben conditi, accompagnati da finocchi gratinati, mon dieu, da tornare a Paris solo per quelli!

Finiamo con una degustazione di fromages francesi, figli del posto, quindi per definizione buoni e anche particolari; e, per non farci mancare nulla, un profiteroles buono, a cui forse arriviamo troppo sazi per apprezzarlo completamente.

Ci alziamo traballanti, brilli e felici, salutati come clienti abituali anche dallo stesso chef, che si accomoda, con l’allegra brigata di cucina, a mangiare, bere e cantar versi lontani.

Vogliamo tornarci, a patto di trovarlo….forse è stato solo un sogno…

Per chi comunque ci volesse provare: Auberge Pyrénées-Cévennes Restaurant - 106 rue de la Folie-Méricourt -Paris

Visitato dAelleU nel dicembre 2011**

lunedì 26 marzo 2012

La ricetta del Pad Thai

 

Il Pad Thai è il piatto Thailandese di noodles più conosciuto e racchiude tutti i principali sapori della cucina Thai.

Per 2 persone
160 gr confezione di spaghetti di riso (formato L – 5 mm)
120-150 gr di gamberi 
aglio in polvere
1 uovo
olio di sesamo
olio di arachidi

Salsa tailandese
55 gr palma sugar(o di canna)
20 gr concentrato di Tamarindo
80 ml calda acqua
40 ml (3 cucchiai scarsi) salsa di pesce
pizzico sale (se serve)

Guarnizione
Germogli di soia
Arachidi tostate
Peperoncino macinato
Erba cipollina
Spicchi di lime

Cuocere gli ingredienti della salsa pad thai in una padella con coperchio a meta', mescolando spesso fino a quando bolle, mettere a raffreddare, si addenserà.
Lessare tagliatelle di riso, scolarle, spruzzarli con olio sesamo e metterle da parte Prendere un po' di salsa pad thai e mescolarla con il gambero. Successivamente, nella wok sul fuoco medio-alto, aggiungere aglio in polvere e soffriggere con l'olio per pochi secondi. Aggiungere gamberi e cuocerli. Rimuoverli e metterli da parte Utilizzando lo stesso wok, aggiungere due manciate di tagliolini, più un mestolo di salsa tailandese (usare un po’ di acqua tiepida se salsa troppo densa). Cuocere fino a quando le tagliatelle sono a vostro piacimento (avendo cura di mescolare continuamente per evitare che si attacchi). Aggiungere metà dei gamberi e fare un buco al centro del wok. Rompete un uovo in mezzo e aspettate un minuto (mescolandolo con le bacchette) prima di unire agli altri ingredienti. Unire le uova i tagliolini e i gamberi. Una volta fatto, spegnere fuoco e mescolare in alcuni germogli di soia e un po’ di arachidi tritate. Rimuovere immediatamente e mettere nel piatto. Guarnire con freschi germogli di soia, arachidi tritati, erba cipollina, peperoncino in polvere, fettine di lime. Ripetere il processo per fare gli altri piatti. Se si vuole sapore più acido è possibile aggiungere più concentrato di Tamarindo. Eventualmente aggiungere che una generosa spruzzata di lime alla fine, troppo Tamarindo sarebbe troppo.Il gusto deve essere leggermente dolce, leggermente piccante e leggermente salato
 

domenica 4 marzo 2012

Magica, romantica, spettrale Praga


"Tutto ciò rendeva Praga, nella sua meravigliosa bellezza, una città piena di incanti e di spettri, e faceva di essa il simbolo dei vuoti e delle ombre della vita e soprattutto della nostalgia..."

Praga, il sogno di pietra, come è stata chiamata, è una città magica, custode di pregiate architetture e di innumerevoli piazzette romantiche. Amata dagli artisti di tutto il mondo Praga è dominata da un grande Castello, lungo quasi 600 metri, ed ha un centro storico attraversato dal fiume Moldava sormontato da splendidi ponti.

Il diario di viaggio e il dettaglio di tutto ciò che vi consiglio visitare, sono disponibili qui: