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lunedì 26 dicembre 2011

La Tripletta Natalizia secondo le usanze di casa mia


Siamo a Bologna, terra dei tortellini, ragù e lasagne, per cui aspettatevi un post ad alto contenuto calorico ;-) In realtà a casa mia regna sovrana l'attenzione alla salute e alle calorie, con diete e movimento fisico annessi, però Natale quando arriva, arriva.

A casa mia, i giorni mangerecci sono essenzialmente tre:
- la vigilia del 24 Dicembre a base di pesce
- il pranzo del 25 Dicembre con i tortellini home made rigorosamente in brodo
- il pranzo del 26 Dicembre, con i tortellini asciutti e compagnia bella

Cosa prevede nel dettaglio la mia tradizione?
Partiamo con una rassegna fotografica della Vigilia, nell'ordine:
Antipasto di voul au vent , Spaghetti allo scoglio, Mazzancolle alla piastra, Strudel di mele (che ci fa lo strudel a Natale? E' il piatto forte della mia famiglia cosmopolita, bologneso-alto atesina-con discendenze dal sud italia)


Il 25 fa da padrona la bolognesità. I tortellini sono rigorosamente fatti a mano uno per uno da mamma, nonna e zia. Da piccola li chiudevo anch'io, adesso un po' meno, ma dovrei ricordarmi come si fa. Sappiate che la morte del tortellino è in brodo ;-) Soprattutto se festeggi il Natale a Bologna.
Seguono l'arrosto con le patate al forno, il lesso (quello che si è utilizzato per fare il brodo) con salsine verdi di prezzemolo, acciughe e aglio e rosse a base di peperoni. Si completa il tutto con una gustosa Torta Chantilly.


Il pranzo del 26 consta invece di tortellini asciutti. Alla panna o...new entry contro la tradizione, al ragù. Segue roastbeef con salsina, patate al forno e verdure al forno. Alla fine il Pampapato di Ferrara, per il quale ogni anno si apre la gara per comprarne uno più buono dell'anno scorso.


Devo ammettere che il tortellino al ragù o il suo fratellino pasticciato panna e ragù non sono affatto male. La tradizione potrà perdonarci per questo peccato di gola?

martedì 20 dicembre 2011

Storica domenica a Bondeno dallo storico Bon Tassi! Testimonianza di Luigia :-)

In famiglia, e preparati a questa esperienza culinaria dal giorno prima, per essere pronti ad un percorso gastronomico arduo ma ricco di soddisfazioni.
Ambiente tradizionale, che non lascia dubbi sul fatto che tanti ti hanno preceduto negli anni. Rigore, gentilezza dei camerieri e del ristoratore, articoli ai muri che parlano della storia di questo posto.


Accomodàti, si comincia con i primi, appunto:
passatelli al tartufo che ti fanno chiedere se il tartufo dal gusto così intenso sia nel brodo o nell'impasto, non lo saprai, ma a questo punto non importa, tanto buoni sono...
poi, in ordine, lasagne vegetariane, tagliatelle spesse con fagioli e salsiccia, cappelletti di zucca come classico della tradizione ferrarese e nota a parte per il pasticcio con carne di piccione: si, qui c'è l'incontro tra il salato della pasta e il dolce della crosta zuccherata, così ben riuscito da farti dire che la prossima volta prenderai solo quelli.

Tra i secondi degni di nota e da non perdere, sicuramente la lingua e la salama da sugo su letto di puré e bocconcino di crema fritta, in tale rigoroso ordine, consigliato da chi ne sa più di te...
Arriva il carrello di bolliti (zampone, cotechino, bondiola, ancora lingua, manzo e prosciutto) tagliati davanti a voi con vera arte, con le salsine che vi divertirete ad abbinare in base al gusto e perchè no al colore...tra queste sicuramente il cren (rafano) e la mostarda (dai frutti strani come il mandarino).
Intanto solo le ore 15 e tra il carrello degli arrosti, arriva la cacciagione, forse basterebbe solo quella: la regina della cacciagione: l'alzavola, dolce, tenera, scura, buona...

Non farti mancare i dolci, scegli dal carrello ma non lasciare lì la caprina di cioccolato....sublime; sacher, invece, troppo tradizionale, preferisco quelle perfette in vendita nelle pasticcerie giuste: qualche nota negativa doveva pur esserci, eh, non possono eccellere anche nella tradizione culinaria viennese...
Non mancano caffè e ammazzatale....e tutto ciò che ti dia l'illusione di non addormentarti e smaltire tutto quello che hai mangiato: di qualità, sicuramente di gran qualità e ricercatezza. Questo ti resta.

Andate e tornate, digiuni possibilmente dal giorno prima (e per il giorno dopo!).
Optimum, Tassi, Optimum.


Tassi
Via della Repubblica 23, Bondeno (Fe)
Tel. 0532 893030

domenica 4 dicembre 2011

La tagliella più buona di Bologna è quella di Serghei?


Un languorino post aperitivo e una serata freddina di Dicembre, ci spingono ad entrare in un posto da fuori piccolissimo, dentro caldo e accogliente. E' Serghei, che propone tipica cucina bolognese e a detta di alcuni la tagliatella più buona della citta'. Assaggiamo le lasagne e le tagliatelle al ragù e concordiamo che le tagliatelle sono veramente buonissime. Il gusto e' deciso definito e davvero saporito, il parmigiano e' grattugiato al volo sul piatto, le tagliatelle sembrano quasi essere state cotte in brodo prima di essere scolate per accogliere il ragù.
Completiamo il pasto con un gustosissimo arrosto di vitellino disossato, verdure grigliate e semifreddo al mascarpone con cioccolato fuso. Tutto all'altezza di un posto di qualità.

Trattoria Serghei
via Piella 12
Bologna

domenica 20 novembre 2011

I manicaretti di Marretti: ed E' Cucina


Il primo ingrediente è il SORRISO, perchè ci piace farvi stare bene.
La nostra filosofia: la FRESCHEZZA della materia prima e il CONVIVIO della tavola.
Un INNO alle verdure e alla frutta, perché tutti i nostri piatti sono abbinati a contorni, senza spesa aggiuntiva.
Abbiamo un credo, NO AI TOVAGLIOLI DI CARTA, da noi troverete sempre il tovagliolo di stoffa!
Con queste parole recita ci danno il benvenuto E'Cucina ed E'Cucina 24, i ristoranti bolognesi di Cesare Marretti.
Il primo, in via Senzanome, sorge nel centro di Bologna e a pranzo offre gustosi e ricercati menù da 10-15-20 euro (per la cena invece il prezzo è 8 euro ogni portata).
Il secondo è all'interno dell'Hotel Design in via Masini 4/3 e il suo pezzo forte è il menù da 15 euro (vini della casa inclusi) tutte le sere a cena: dopo un antipasto di benvenuto dello chef, ci aspettano infatti dei grandi e buonissimi piattoni a scelta a base di carne (saporito hambuger di carne USA, vitella e mortadella), pesce cotto o crudo marinato, o formaggi, il tutto adagiato su un letto di verdure e frutta grigliato alla Marretti maniera :-)
Per finire, buffet di frutta e di dolci: torte di mele, banane, tenerina al cioccolato, mascarpone, biscottini di pasta frolla, etc.
P.S. il dettaglio che non sfugge: i piatti sono porcellane astratte dipinte a mano dalle forme interessanti
Ora dobbiamo provare quello di via Senza Nome :-)

E’ CUCINA BOLOGNA
via Senzanome 42/a40123 Bologna
tel. 051.2750069

E’ CUCINA 24 BOLOGNA
4 Viale Masini Hotel Design 
viale A. Masini, 4/340126 Bolognatel. 346.1366982

http://cesaremarretti.com/

lunedì 14 novembre 2011

Tom Kah Soup

 
Avete presente quel cremoso sapore di cocco che appena lo assaporate diventa improvvisamente piccante, poi torna dolce e lascia il posto ad un profumato retrogusto di foglie di limone?
Questa è la Tom Kah, la variante della zuppa Thailandese Tom Yam, che aggiunge al chili il latte di cocco.
Anche in Malesia si può assaggiare una zuppa del genere e il suo nome è Laksa. E' un toccasana in queste fredde sere autunnali, anche se io ne ho fatte scorpacciate anche quest'estate a Kuala Lumpur.
Vi riporto la ricetta che ho personalmente sperimentato, prendendo spunto dalle indicazioni di May Kaidee, la proprietaria dell'omonima scuola di cucina di Bangkok. Qualche ingrediente sembrereà difficile da trovare, ma vi assciuro che questa versione è fattibile anche in Italia, previo acquisto di pochi prodotti in un fornito supermercato orientale.

Ingredienti per 2-3 persone (basata sul fatto che lattina latte cocco è 400 ml)
 
400 ml brodo pollo
400 ml latte cocco
2 gambi citronella (il terzo sottostante il resto della citronella tritato) – 3 gambi se sono 3 persone
6-8 foglie kaffir lime
1 pezzo galanga pulito e affettato
2 cucchiai salsa pesce nam pla
40 gr funghi oyster,shiitake o maitake
200 gr petto pollo a pezzetti 
Pizzico peperoncino macinato qb
 
Se funghi secchi lavarli e tenerli a bagno 15 min, poi tagliare gambi
Tagliare i gambi di citronella e tritare il resto
Affettare galanga
Saltare pezzetti pollo in padella con 1 cucchiaio olio
 
Portare a ebollizione brodo pollo (fatto con dado o polvere granulare)
Aggiungere pollo saltato e funghi
Aggiungere citronella (gambi e tritata), foglie kaffir lime, peperoncino
Far bollire 5-8 min fino a cottura pollo
Aggiungere galanga affettata, latte cocco, salsa pesce
Far cuocere 1-2 min

Se non è il profumo thai voluto aggiungere foglie kaffir lime (non esagerare)
Se non abbastanza dolce aggiungere 1 cucchiaino zucchero canna
Deve esserci giusto equilibrio tra piccante (peperoncino), acido (foglie o succo lime), salato (nam pla), dolce (zucchero e cocco) e giusta cremosita' (cocco)

Servire in ciotole capienti

domenica 13 novembre 2011

Antica Osteria dell'Oca



Se volete gustare i tipici sapori bolognesi in un antico casolare del XV secolo, oggi sapientemente ristrutturato, recatevi alle porte di Bologna e per la precisione a Idice, nei pressi di San Lazzaro. Nata un tempo come locanda di ristoro per i passanti, L'Antica Osteria dell'Oca ha 40 coperti ed è meglio prenotare.
Ad attendervi ci sono saporiti primi piatti come gli Strichetti al Ragù di Salsiccia, i Tortelli di Faraona, i Tortellini in Brodo, i Tortelli di Zucca, le Tagliatelle al prosciutto, i Ravioli con radicchio e Speck, e chi più ne ha più ne metta. I secondi spaziano dal Filetto al Pepe Verde, all'Aceto Balsamico, Salsiccia, Castrato alla buonissima Cotoletta alla Bolognese. Molto buone le sottilissime e croccanti patatine fritte.
Tra i dolci una menzione particolare va alla Maialata: torta di cioccolato immersa nella crema di mascarpone.

Antica Osteria dell'Oca - Idice - San Lazzaro di Savena (Bologna)
Tel. 051 6257478 info@anticaosteriadelloca.it

martedì 8 novembre 2011

Sapori autunnali: Risotto formaggio e pere


Ecco la mia ricettina per questo ottimo piatto autunnale :-P

Ingredienti per 4 persone:
350 gr riso per risotti
50 gr burro
3/4 scalogno
1 litro brodo vegetale
2 pere Kaiser
1/2 bicchiere vino bianco
120 gr parmigiano grattugiato

Soffriggere lo scalogno nel burro e aggiungere il riso facendolo leggermente tostare. Aggiungere il vino e farlo sfumare leggermente.
Unire le pere e continuare la cottura aggiungendo i mestoli di brodo, in maniera tradizionale. Avere cura di mescolare sempre il tutto e poco prima della fine della cottura aggiungere il parmigiano e mescolare ancora.
Non aggiungere sale. Servire caldo :-)


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domenica 16 ottobre 2011

Metti una sera a casa di Lù


Un venerdì sera per festeggiare il suo compleanno, ed una riuscitissima cena tra amici.
Perchè Lù è creativa e curiosa come me, per cui sapevo che ci saremmo divertiti sperimentando le sue nuove passioni culinarie.
Ad aprire il tutto un bell'antipasto a base di formaggio toscano e marmellata di morellino. Ottimo.
Accompagna l'apertura il caco con le alici, che però non si è fatto lodare all'ennesima potenza. Lù, la prossima volta proviamo un altro frutto con le alici (lo so, non è stato un abbinamento tuo, i tuoi sono migliori :-)
Ed ecco il primo piatto: tortiglioni saltati con zucca, alici, nonchè ricoperti di glassa di aceto balsamico. Belli. Buoni. Ancora :-)
Per stuzzicare il palato, arriva quindi una riuscita pasta sfoglia croccante arricchita da salmone, pomodorini, rucola e gocce di glassa.
Brava, hai inventato tu gli abbinamenti migliori.
La prossima volta, andiamo sull'esotico ;-)

All'Arcangelo Michele, per una cena divina

A due passi dalla città, verso San Lazzaro, ecco All'Arcangelo Michele, un ristorante di qualità che in quel di Bologna merita una menzione speciale.
All’Arcangelo Michele si trova alle porte della città in una bellissima casa colonica, tipica della campagna bolognese dislocata su due piani sapientemente ristrutturati.
Il menù comprende i piatti legati alla tradizionale bolognese e piatti innovativi creati dallo Chef che utilizzano i prodotti di stagione e del territorio.
All'Arcangelo Michele non è un posto qualsiasi, vi consiglio vivamente di provarlo. In particolare ho assaggiato e trovato buonissimi questi piatti:
- Tagliatelle alla Conza (con prosciutto molto saporito saltate con cipolla bianca e pomodoro)
- Strozzapreti al Ragu bianco di Salsiccia e Formaggio di fossa
- Cotoletta Petroniana con Filetto di Manzo, Prosciutto croccante e salsa di Parmigiano
- Polpettine di Melanzane con cuore di Scamorza affumicata
- Crema catalana, semifreddo all'amaretto
La sala Leonardo, la saletta degli aforismi e la sala a volte in pietravista rendono in ristorante un luogo estremamente piacevole per i momenti conviviali.
"Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza che la merita" Pellegrino Artusi


All'Arcangelo Michele
Via Castiglia 5/D - Idice di San Lazzaro di Savena, Bologna
Tel. 0516259784
www.arcangelomichele.it/

martedì 7 giugno 2011

Una scappata in Alsazia, ovvero la Tarte Flambée (Flammekueche) è una pizza senza pomodoro alla fine :-)


L'Alsazia è una regione della Francia, famosa in tutto il mondo per le case a graticcio con i bei balconi fioriti, le cicogne e l'ottimo vino che vi si produce.

Il capoluogo è Strasburgo e la regione è composta da due dipartimenti: il Basso Reno (Bas-Rhin, Unterelsass) a nord e l'Alto Reno (Haut-Rhin, Oberelsass). A differenza delle regioni confinanti, l'Alsazia non ha mai conosciuto un periodo di unità e autonomia. Nel 1871 fu annessa assieme alla Lorena alla Germania in seguito alla guerra franco-prussiana. Nel 1919 fu restituita alla Francia con il Trattato di Versailles. Occupata dai Tedeschi nel 1940, fu liberata dagli Alleati nel 1944. Diverse forme del dialetto alsaziano, variante molto francesizzata del tedesco alemanno, sono tuttora parlate e diffuse in questa regione.

L’Alsazia è quindi una regione molto interessante.

Il nostro itinerario è cominciato da Colmar (dal latino Columbarium, Kolmar in tedesco) l'ultima città alsaziana ad essere liberata dall'occupazione tedesca, dopo una lunga resistenza.

Colmar è una caratteristica città con i suoi canali, le antiche architetture alsaziane, i tipici tetti spioventi, le cosiddette "maisons a colombages" e le abitazioni che si affacciano sui canali nel quartiere della Piccola Venezia. I balconi fioriti e i caffè brulicanti di gente che sorseggiano vino bianco e sidro ne completano la bellissima ambientazione.

Colmar ha conservato il suo centro storico ristrutturando le belle case a graticcio e rendendolo quasi del tutto zona pedonale quindi è piacevole passeggiare e perdersi fra i suoi vicoli scoprendo ad ogni svolta qualche angolo grazioso e caratteristico da fotografare.

Le cose da non perdere sono: la Maison de têtes, la bella Place des Domenicains con la sua imponente cattedrale gotica che purtroppo abbiamo sempre trovato chiusa, la caratteristica Maison Pfister, e tutto il bel quartiere a sud della Cattedrale di Colmar, l’antico Corpo di Guardia e l’antica Dogana, il quartiere dei Conciatori e per finire il quartiere denominato Petite Venise, con le case colorate che si specchiano nei placidi canali.

Menzione a parte per il Museo Unterlinden, considerato il fiore all’occhiello di questa piccola città. Il museo si trova all’interno di un antico chiostro appartenuto ai Domenicani.
La cucina alsaziana merita poi una menzione particolare: questi piatti hanno subito l'influenza delle regioni limitrofe, facendo da anello di congiunzione fra tradizioni culinarie francesi e tedesche. I piatti più tipici della regione sono:

- Foie gras: il paté di fegato d'oca è nato in Alsazia

- Choucroute: l'etimologia del termine choucroute è germanica, deriva da "sürkrüt", che significa "cavolo acido". Si tratta crauti accompaganti da patate e da alcuni tagli di carne di maiale o di salumi

- Baeckeoffe: zuppa di patate mista a carne di maiale, manzo e montone messa a marinare nel vino bianco con aggiunta di spezie e cipolle. Il Baeckeoffe viene cotto in una pentola di coccio sigillata da pasta di pane


- Flammekueche o Tarte flambée: è una base di pasta ricoperta di panna acida, cipolle marinate nel vino bianco e dadini di pancetta. Si serve su un tagliere di legno e si divide fra i convitati mangiandola con le mani

- Kougelhopf: tipico dolce alsaziano a forma di corona rovesciata

- Männele (omino biscottino): brioche a forma di omino preparate nel mese di dicembre intorno alla festa di S. Nicola, a base di Pain d'Épices (Pan Speziato)

- Formaggio Munster

lunedì 6 giugno 2011

Zurich: una piacevole passeggiata lungo il lago tra gustosi grill e interessanti discorsi sulle tasse :-)

Simbolo di benessere ed efficienza, Zurigo, non è solo la città dei soldi, delle banche e dei caveau sottoterra, ma una città culturale di livello internazionale. A due passi tra lago e le montagna, le giornate in centro, dove ci si muove solo in tram, passano tra una passeggiata sul lago, lo shopping nella Bahnhofstrasse e una vita notturna tutta da scoprire nei dintorni della Niedorfstrasse.

Il fascino di Zurigo proviene dal fiume Limmat che taglia la città con i tanti ponti illuminati che lo attraversano, dove le papere e cigni arricchiscono un paesaggio già bello di suo, e il grande lago Zurichsee che d'estate si colora di barchette e bagnanti.

I vecchi palazzi imponenti che costeggiano la riva sono in primavera arricchiti di fiori alle finestre e ai balconi, perché se c'è una cosa per cui gli svizzeri hanno predilizione è il senso dell'estetica: un diritto di abbellire e rendere piacevole la propria città.

Tutto ciò che abbellisce e decora a Zurigo è unito al senso pratico per ciò che è utile, come la pulizia delle strade resa possibile dai cestini presenti ogni 200 metri con tanto di bustine gratuite a disposizione dei proprietari di cani.

Ci sono poi le chiese di che svettano nel cielo con i loro campanili appuntiti e arricchiti da grandi orologi, simbolo questo, insieme alle montagne e alla cioccolata, della Svizzera.

La città è tranquilla, il tipico rumore per le vie è lo scampanellio del tram, il mezzo di trasporto per eccellenza, efficiente e puntuale. In questa città sembra che sia sempre domenica, la gente in bicicletta, in monopattino, le mamme con i bambini che passeggiano vicino al fiume, sarà poi anche lo stile di vita e la mentalità degli svizzeri a far veleggiare su Zurigo questa calma magica.

Una città tranquilla ma allo stesso tempo viva, per i tanti caffè e ristoranti multietnici che colorano le strade i quartieri e soprattutto le notti, ma se c'è una nota stonata in tutto questo è il costo alto della vita, perché purtroppo Zurigo è molto cara.

Ma cosa fare se siete qualche giorno a Zurigo?

- Una passeggiata sul lungo lago, o un giro in battello assaggiando un buon Bratwurst mit Brot e senape

- Attraversare la Bahnhofstrasse, una delle vie dello shopping più importanti della città, dove, tra Bulgari, Louis Vuitton e Cartier, anche i cioccolatini sembrano essere di lusso

- Vivere il quartiere di Niederdorf, dove si trova di tutto: bar, ristoranti, boutique o negozi di antiquariato, attraversando piccole e pittoresche stradine

- Farsi venire l’acquolina in bocca davanti alle vetrine della Pasticceria Sprungli di Paradeplatz, ricca di cioccolatini per tutti i gusti e torte piene di cioccolata, nel reparto Delicatessa della Centro Commerciale Globus e facendo acquisti al Jelmolì

- Chiacchierare amabilmente della grigliata che ci aspetta stasera e del sistema di tassazione della città

- Visitare la basilica di Fraumunster, con le grandi vetrate dipinte da Marc Chagall e la cattedrale di Grossmunster in stile romano-gotico, che la leggenda vuole fondata da CarloMagno, caratterizzata da due grandi torri che è possibile risalire fino in cima ammirando così dall'alto la città con le montagne alle spalle

- Visitare la chiesa di St. Peter il cui campanile ha il quadrante d’orologio più grande del mondo

- Visitare i parchi Seefeld, Lindenhof (dove è possibile rilassarsi giocando a bocce o a scacchi ma soprattutto godendo della meravigliosa vista di Zurigo dall’alto) e Platzspitz, un ampio parco dominato dal Landesmusuem, il Museo Nazionale Svizzero con un architettura da castello delle fiabe

- Assaggiare le prelibatezze (Pad Thai e Zuppa Tom Yum per esempio) del Grand Thai Festival (Zurich Hauptbahnhof 3-5giugno) o in alternativa dei molti take away etnici

- Passare dal Thai al Taos ;-) evening lounge di lusso, dove cinque minuti prima di noi Lewis Hamilton era seduto al nostro tavolo

- Assaggiare in un ristorante tipico svizzero come l’Adler’s Swiss Chuchi la Fondue, Raclette, lo Züri Gschnätzlets (spezzatino alla zurighese) mit Rösti o un Pasties (panzerotto di pasta sfoglia ripieno di carne trita e verdure). Il menù è consultabile a questo link

- Gustarsi un drink al Dolder Grand Hotel in compagnia di una raffinata musica di sottofondo

- Non perdersi il Japan Food Embassy N.1 (Sala of Tokio) e la sua Wagyu Beef a 180 FR (carne di lusso giapponese). Ma vanno bene anche i gustosissimi Maki e Nigiri ad un prezzo più economico (per un’occhiata al menu cliccare questo link)

- Bere una birra al “Rimini” una palafitta cool lungo il fiume, piena di giovani di tutte le lingue

- Fare una pausa con un Frappuccino da Starbucks :-P o un Lachsbrötchen piuttosto che un Matjes Brot da Nordsee

- Farsi un tuffo nel lago asciugandosi sul prato con un bel gelato

- Giocarsi gli ultimi franchi al Casinò di Lugano, Mendrisio o Campione d’Italia prima di tornare a casa ;-)

lunedì 9 maggio 2011

Ich “werde” ein Berliner

Berlino è nuova, antiromantica, sexy, avanti, tecnologica, in movimento. E’ una città condannata per sempre a diventare e mai ad essere. Berlino combina la cultura di New York, il traffico di Tokyo, la natura di Seattle e i tesori storici di...Berlino.
Berlino è in cima alla mia lista delle capitali europee.
Ma cosa rende questa città così unica?
Personalmente sono rimasta colpita soprattutto dalla sua parte orientale (dai dintorni di Alexanderplatz alla Brandeburg Tor per intenderci), dai suoi immensi spazi, dall’imperiale viale Unter der Linden (semplicemente “sotto i tigli”) dalle sue forti testimonianze storiche, dai tesori nascosti nelle sue vie e nei suoi musei, ma anche dalla modernità pulsante di Postdamer Platz o semplicemente della sua nuova stazione.
La vivacità culturale di Berlino ha poche rivali in Europa. La possibilità di girarla interamente su comodissime piste ciclabili, le sue aree verdi, i suoi caffè aperti la domenica per il brunch e la sua anima multietnica (finalmente veri sapori thailandesi e vietnamiti anche in Europa) me ne hanno fatto innamorare.
Non pretendo ora di essere la vostra guida o di tracciarvi il resoconto dettagliato del mio viaggio, per cui vi fornisco solo un utile vademecum.
Ecco una lista completa di cosa ho visitato, rigorosamente tutto in bicicletta o a piedi :-) modalità che consiglio vivamente.
Per i dettagli su ogni riferimento potete consultare il link seguente: http://viaggiatori.minube.it/barbaragentile/posti-preferiti?location=c61
Le mie foto:
https://picasaweb.google.com/barbra.kind/Berlin2011#
La mia mappa:
http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&ie=UTF8&msa=0&msid=202544830848220006646.0004a2df24e786ae9fb4a&ll=52.520556,13.414736&spn=0.030552,0.104284&z=14

O chiedetemi direttamente :-)

Cosa merita di essere visto a Berlino?

La modernità
Alexander Platz (Fernsehturm, Orologio del mondo, Rotes Rathaus)
Palazzi Governativi: Reichstag (Parlamento), Bundeskanzleramt (Cancelleria)
Nuova stazione Centrale (Hauptbahnhof)
Postdamer Platz (il futuristico Sony Center, i frammenti di muro e la giraffa di Lego)

La storia
Lungo l’imperiale Unter der Linden (Sotto i Tigli): Berliner Dom, Pergamon Museum, Bode Museum, Deutsches Historisches Museum (Museo di Storia tedesca), Museo DDR, Neue Wache (Nuova guardia: monumento commemorativo delle vittime delle guerre e delle dittature)
Humboldt Universitat e il monumento alla “Biblioteca crollata”
Brandeburg Tor e Pariser Platz
Checkpoint Charlie
Mauermusem
Topografia del terrore
Holocaust Mahnmal (Memoriale all’Olocausto)
Museo ebraico
Neue Synagoge e quartiere ebraico
Campo di concentramento di Sachsenhausen
Kaiser Wilhelm Gedachtnis Kirche (chiesa della quale rimane un frammento antico incastonato nella chiesa moderna)
Charlottenburg Schloss
East Side Gallery
Karl Max Alle

Il verde e il relax
Tiergarten: Siegessaule (Statua della Vittoria) Schloss Bellevue, la Casa delle Culture - scultura Butterfly)
Battello sul fiume Spree
Parco Sansouci (Postdam)

I dettagli da non perdere
Hackesche Hofe (i famosi nove cortili con ristoranti, locali notturni, gallerie d’arte e negozi sfiziosi)
Nikolaiviertel (uno scorcio idilliaco medievale)
Tacheles (centro artistico particolarmente trasgressivo)
Mercato di Mauerpark (mercato delle pulci domenicale)

Lo shopping
Ampelmann (gli articoli riportanti i famosi omini verdi e rossi protagonisti dei semafori)
KaDeWe (il centro commerciale più grande d’Europa e il suo piano dedicato al cibo di tutto il mondo)
Galerie Lafayette
Alexa Shopping Center
Europa Center
Friederichstrasse
Ritter Sport Shop (il negozio del famoso cioccolati Ritter)

Dove mangiare
Ho mangiato bene da:
Asia Bistrot, Cora Berliner Strasse 2
Ho Vang (cucina vietnamita), Rosa Luxemburg Strasse 17
Otito (cucina vietnamita e giapponese), Leipziger Strasse 30
I ristoranti consigliati da Lonely Planet
Cucina Tedesca, porzioni giganti: Schwarzwaldstuben, Tucholoskystrasse 48
Cucina Vietnamita: Si An, Rykestrass 36
Cucina Thai: MoonThai, Kantstrasse 32
Cucina Russa: Kadima, Oranienburger Str. 28
Cucina Japan: Sasaya, Lychener Str. 50 - the best japanese restaurant
Extravagant dishes: The Ganjari - Sub-Saharan cuisine: crocodile, ostrich and zebra, as well as vegetarian dishes based on coconut or fufu
Unsicht Bar Restaurant: Gormannstrasse 14 (si mangia al buio)
Fast Food consigliati
Wurstel: Curry 36, Mehringdamm 36
Sushi: Ishin, Mittelstrasse 24 (chiuso domenica)
Doner Kebab: Schlemmerbuffet, Torstrasse 125
Fish: GOSCH Berlin Hauptbahnhof, Europaplatz 1; Nordsee Spandauer Straße 4
Brunch
Gagarin, Knaackstraße 22
Wirtshaus Hasenheide , Hasenheide 18 - http://www.wirtshaus-hasenheide.de
Morgenland, Skalitzer Str. 35 wend 10-16

Locali
Discoteca Weekend: Alexanderplatz, 5
Cafè Zapata Oranienburger Straße 54 e case occupate
Berghain Panorama Bar: Am Wriezener Bahnhof

Blog
http://www.berlinandout.eu/

Viel Spaß :-)

mercoledì 4 maggio 2011

Aperitivo o Gustoso Relax al Banco del Vino


Passando lungo via Mentana si scorgono l’insegna e lavagnette appese in vetrina che riportano il locale a uno stile retrò ed essenziale: siamo al Banco del Vino, un locale con un concept esteticamente fresco, ma anche una bottega gastronomica d’asporto che privilegia la qualità dei suoi prodotti innanzitutto.
L’ambiente è costituito da tavoloni in legno da 6-8 posti, uno di questi con seduta a sgabello, concepiti per una condivisione degli spazi con altri avventori. Come nelle storiche osterie, i tavoli sono apparecchiati con la carta gialla delle botteghe di un tempo, l’arredo è completato da alcuni oggetti che potrebbero trovare una loro naturale collocazione in una cantina vitinicola o in una cucina di campagna.
Al centro della sala, appesi a una sbarra, pentole e taglieri si alternano a salami e prosciutti come una sorta di Jamonerie spagnola. Proprio i salumi, dal salame di Felino al culatello di Zibello, sono punti d’eccellenza della bottega. Qui, insaccati e formaggi sia che vengano consumati al tavolo in invitanti taglieri sia da asporto, si vendono all’etto per offrire la massima trasparenza ai clienti.
La pizza è un ricercato piacere: dalla margherita con bufala a quella con pesto e olive taggiasche, alle più ricercate con crudo di qualità tagliato fresco, porcini e formaggio di fossa. Ed è light con il 50% di impasto in meno o servita in taglieri per due persone.
I vini provengono da 12 aziende vinicole: Prosecco millesimato, Franciacorta, Chardonnay Riserva, Pecorino, Barbera d’Alba superiore, Cabernet o Spritz rigorosamente con prosecco Millesimato. Per gli amanti della birra bianca si segnala un’ottima Weiss. Per concludere il digestivo “Calidrino”, specialità di Manuel, ovviamente a base di Cynar.
Questo luogo e' il posto giusto per trascorrere una serena serata con amici, un pranzo veloce o anche solo un calice di vino per l’aperitivo.
(Recensione liberamente tratta dall’articolo de “Il Fatto Quotidiano”)

La Bottega del Vino
via Mentana 3/b
Bologna

lunedì 2 maggio 2011

La tradizione bolognese alla Trattoria Nonna Rosa


La prima cosa che ho pensato quando sono venuta da Nonna Rosa e' stata: sara' l'ennesima trattoria con le tagliatelle al ragù, il carrello dei bolliti e la zuppa inglese.
Nonna Rosa infatti e' tradizione bolognese, ma non solo. E' molto di più'. E' la cucina bolognese di una volta che si sposa con un ambiente davvero piacevole e rilassante. Piatti tradizionali e ricercati, menù che cambia spesso e sapori che accarezzano piacevolmente il palato.
Ve la consiglio vivamente. Non so se quando passate da questo fantastico posto troverete il mio stesso menù, in tal caso, e' consigliatissimo l'antipasto di burrata con tartufo, il primo con zafferano cremoso e pancetta, la cotoletta alla bolognese gigante da mangiare in due (ricoperta con prosciutto, grana e panna), le patate al forno e i dolci.
Vi lascio l'indirizzo, ma non andateci troppo spesso, se no non riesco a trovare posto io ;-)

Trattoria Nonna Rosa
via Piave 31/b
Bologna
http://www.trattorianonnarosa.it/

domenica 17 aprile 2011

E la domenica è Carrot Cake ;-)


Da sempre la domenica è voglia di profumino di torta che esce dal forno e siccome mi mancano un po' di sapori anglossassoni... è voglia di Carrot Cake! Con original english icing (glassa :-)
Ricetta infallibile? Ve la passo, ma essendo una ricetta anglosassone i dosaggi sono espressi  in "cups" (tazze). Per risolvere il problema di conversione, comprate all'ikea il misurino che esprime le dosi sia in grammi che in cups ;-)

Ingredienti:
1 tazza di zucchero di canna bruno
1 tazza di zucchero grezzo
3 uova
3/4 tazza di olio
2 cucchiaini di essenza di vaniglia
2 tazze di farina integrale
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di cannella
2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di noce moscata
1/4 tazza di latte
3 tazze di carote grandi grattugiate (circa 3 carote LGE)
1 tazza di noce di cocco
 1/2 tazza di noci tritate
225g ananas scolati e sciacciati

Glassa:
500 gr Philadelphia
100 gr burro ammorbidito
500 gr zucchero velo
vanillina 1 bustina (solo se lo zucchero non è vanigliato)
scorza di limone grattuggiato
succo di 1/2 o 1 limone
Preriscaldare il forno a 180C. Ungere una tortiera rotonda di circa 24 cm.
Sbattere le uova, olio, zucchero, vaniglia e fino a ottenere una crema.
Setacciare insieme farina, sale, spezie, e bicarbonato di sodio e unirli alla miscela di uova.
Aggiungere il cocco, l' ananas, la noce moscata, il latte, le carote e mescolare con delicatezza.
Versare nello stampo preparato e cuocere per almeno 1 ora (la ricetta originale dice un'ora e mezza, ma verificate con la prova stuzzicadente il livello di cottura desiderato).
Per la glassa mesolare gli ingerdienti insieme con il mixer, finchè il composto non diventa cremoso e liscio.Una volta che la torta si è raffreddata potete tagliarla in due strati, mettere la glassa all'interno, richiuderla e cospargerla di glassa anche fuori.
Yum Yum ;-P

domenica 3 aprile 2011

Volete un Ristorante Tirolese a Bologna?


Beh... anche se non è proprio a Bologna, è nelle vicinanze: Imola.
Ve lo consiglio, il viaggio di una quarantina di minuti, vale la cena :-)
I gestori sono molto cordiali, la carne viene direttamente da San Vigilio di Marebbe e i piatti che potete assaggiare sono tipici della tradizione alto-atesina (fidatevi...ne so qualcosa).
Tra i primi sono ottimi gli Spatzle con speck e funghi, oppure con il gorgonzola ed erba cipollina, i vari tipi di canderli. Tra i secondi merita una menzione particolare la fantistica grigliata di carne su piatto gigante (min per 2 persone) accompagnate da verdure e...frutta grigliata (mele, banane, non scherzo, buonissime ;-).
Ieri ho provato anche il Grestel di patate con wurstel affumicato e formaggio fuso, e l'arrosto: devo dire veramente buonissimi. Non manca poi il curry wurst con le patate, il goulash, lo stinco, il bretzel (tipico pane del luogo) e la birra Forst.
E se vi rimane uno spazietto...non rinunciate ad assaggiare il Kaiserschmarren (vedi ricetta nel mio blog http://dabanelblog.blogspot.com/2010/01/kaiserschmarren-delizia-dellimperatore.html)
Dov'è tutto questo? Al Ristorante La Perla, via Malcontenti 15, Imola.
Buon appetito :-)

Oggi ho glassato il pollo :-)


Cucina Fusion, ecco qual è la mia aspirazione. Vorrei introdurre nella cucina di tutti i giorni degli ingredienti esotici per fondere i sapori tra loro nella maniera più gustosa e naturale, come si fondono le culture, come si armonizzano le belle differenze, creando qualcosa di unico e irripetibile.
Non sono, come mi dicono molti, una esagerata fan della cucina etnica. Io apprezzo tutte le cucine, solo che cerco di portare sulla mia tavola e su quella delle persone a cui tengo, sapori meno conosciuti ed esperienze di gusto interessanti. Oggi ho provato a glassare il pollo con una marinatura di salsa di soia, sakè e miele.
L'ideale è farlo con la coscia e sovracoscia di pollo, che sono carni un po' più sode del semplice petto.
Mettetene due a marinare almeno mezz'ora in un composto di 4 cucchiaini di miele, 4 cucchiai di salsa di soia e 4 cucchiai di sakè. Poi scottatele in padella a fuoco alto e continuate la cottura a fuoco medio-basso, con un coperchio e unendo un po' di salsa della marinatura. Aggiungete un pizzico di sale e peperoncino
Appena cotte tagliatele a fettine/bocconcini in modo che volendo possiate prenderli con le bacchette (Kuaiz in cinese). Coprite i bocconcini con la salsa e lasciateli raffreddare un momento (in questo modo la salsa si rapprende e si glassa piacevolmente).
Volendo potete accompagnarli con foglie fresche di spinaci saltate in padella con olio, zenzero a fettine e peperoncino.
Ora fate un giro in bicicletta, per smaltire il piatto e domani avventurarvi in un'altra ricetta :-)

sabato 12 marzo 2011

Amsterdam: da visitare il prossimo 30 Aprile per il Koninginnedag :-)


Non dimenticate di visitare Amsterdam il 30 Aprile, Koninginnedag (giorno del compleanno della Regina)!!! Tutta la città si riversa nelle piazze, porta nelle strade tutto ciò che ha in casa di interessante e usato, per rivenderlo, apre banchetti e si imporvvisa venditrice di ogni casa sappia fare da bere o da mangiare, tutto intorno è una festa, musica di tutti i tipi e a tutto volume che esce dalle case e il colore dominante è l'arancione ;-) Link utile per sapere tutto di questa festa: http://www.festadellaregina.net/

Ma scopriamo meglio questa città.
Amsterdam è un crogiolo cosmopolita. E’ questo il suo valore e quello che devi respirare quando la girate. Quindi immergitevi in tutti i suoi anelli lungo il fiume a piedi o in bicicletta, conoscete gente, entrate e uscite dai coffee shop anche solo per bere una cosa e fumare passivamente, ammirate le loro case da fuori e se riuscite guardate dentro le finestre (perchè dentro sono uno spettacolo), curiosate nei negozi più strani e nei mille mercati (spesso hanno cose che da noi arriveranno almeno tra un anno), passate la serata nei ristorantini internazionali di Leidseplein, frequentate i locali notturni, assistete ai concerti dal vivo, fate una capatina nel quartiere a luci rosse, anche solo per curiosare.

Città
Il centro di Amsterdam non è grandissimo e si gira anche a piedi.
La città vecchia si trova all'interno di un anello di canali concentrici delimitati dal Singelgracht.
Piazza Dam, a cinque minuti di cammino dalla stazione, è al centro diurno della città, ma ci sono diversi altri “centri”: Leidseplein e RembrandtPlein, cuori pulsanti della vita serale e notturna.

Cibo
Non credo ci sia un cibo tipico olandese che valga la pena di provare. A parte i pancakes (i migliori da The Pancake Bakery, sul Prinsengracht 19 vicino casa di Anna Frank), gli speculaas e le porcate (tra cui le kroketten) vendute da Febo (una catena di fast-food olandese dove il cibo viene esposto in cellette che si aprono nel momento in cui si inseriscono uno o due euro).
L’ideale è mangiare nei ristorantini di tutte le nazionalità possibili che si trovano intorno a Leidseplein.
A Zeedijk (strada che collega il Nieuwmarkt alla Centraal Station) c’è anche una piccola ChinaTown. Consigliato il Moy Kong, specializzato in cucina cantonese e Chao Phraya in Nieuwmarkt 10, per la cucina thailandese.

Cose strane
La casa più piccola: si trova sul Singel al numero 7, larga un metro, poco più della porta d'ingresso.
La mano di ferro sul pavimento: (vicino all’Oude Kerk, la Chiesa Vecchia, vicina al quartiere a luci rosse) e' una scultura metallica che la raffigura poggiata sul seno di una donna, bloccata a terra da un lucchetto, è incorporata nei mattoni di un pavimento.
Normaal Amsterdams Peil (Scala di controllo del livello dei canali): è il famoso livello del mare a cui si fa sempre riferimento per indicare generalmente l'altitudine di zone geografiche. Era in un pozzo buio sul Dam oggi è in una via interna al complesso Stopera.

Locali notturni
Discoteche: Panama, Ministry, Escape, Sinners in heaven
Musica dal vivo: Paradiso (Weteringschans 6-8) I nomi importanti nel panorama musicale della città, passano qui.
Melkweg (Lijnbaansgracht 234a) uno dei più famosi, una specie di leggenda ad Amsterdam. E’ in una fabbrica abbandonata. Fa musica dal vivo e grandi party. Concerti hip hop, reggae, rock acustico, metal prima di mezzanotte. Poi disco club.
Bourbon Street Jazz and Blues Club: musica dal vivo per un pubblico più maturo, che va dal blues al soul, dal funk al rock, con ottime band ogni sera.

Qualcosa di culturale
Rijksmuseum: dipinti dei Maestri Olandesi dell'Epoca d'Oro del XVI e XVII secolo (tra cui La Ronda di Notte di Rembrandt e le scene domestiche di Vermeer).

Negozi strani
Il tempio dello shopping (non solo femminile) sono le Nine Streets ma non so se ti interessano: http://www.theninestreets.com/ninestreetsguide.html
Condomerie (Warmoesstraat, 141). Scopritelo da voi...
De Witte Tanednwinkel (Runstraat 5)solo dentifrici e spazzolini strani
Maranon (Singel 488-490): solo amache da utilizzare a casa in terrazza in ufficio.
Flying Objects (Tweede Tuindwaarstraat 8) solo acquiloni ma anche boomerang e freesbee
Christmas World (Nieuwezijds Voorburgwall 137-139) vende tutta la roba di natale possibile, anche in agosto

Mercati
Esistono tantissimi mercati: quello dei fiori sul Singel (tra la Koningsplein e il Munt), quello delle pulci al Muziektheater (Waterlooplein), degli uccelli su Noordemarkt.
Il più famoso e più ampio mercato, con ogni genere di cose è nella Albert Cuypstraat.

Pollo Thai al Latte di Cocco e Curry Rosso


Questa ricettina sta da troppo tempo sul mio tavolo senza essere stata condivisa. Si può fare con il pollo, l'anatra o il manzo e...non lo penso solo io :-) ma forse è uno degli abbinamenti Thai preferibili per dolcezza e piccantezza.
Il segreto per farla riuscire è una dispensa piena di ogni variante cino-thai-asian-fusion, e tanta voglia di sperimenatare.
Godetevi questa ricetta Thai :-)
Appassire la cipolla e un tocchetto di zenzero nell’olio, unire 500 gr. pollo a cubetti, avendoli prima leggermente infarinati e lasciare rosolare il tutto per pochi minuti, poiché la carne tagliata in tal modo cuoce molto rapidamente.

A cottura quasi ultimata spolverizzare generosamente con curry rosso e salare con 1 cucchiaio di Nam Pla (salsa di pesce); aggiungere il latte di cocco (1 lattina circa), amalgamandolo con la carne. Coprire e lasciare bollire gli ingredienti tutti insieme

In Austria a gustare i Kasespatzle


L'altro giorno sentivo un po' freddino, non che la temperatura fosse scesa particolarmente, ma che pioveva da una settimana  ed era anche nevicato per un giorno, per cui mi era venuta voglia di piatti caldi e filanti che scaldano lo stomaco.

Mi viene in mente un recente viaggetto a Vienna nel periodo dei mercatini di Natale, quando facevo colazione a colpi di Sacher e Cappuccino corretto (anche se ci sarà sicuramente scappato anche qualche assaggio di Apfelstrudel e Topfenstrudel, strudel alle mele e alla ricotta). Per cena l'immancabile wiener schnitzel (cotoletta alla viennese) e una sera anche questi buonissimi gnocchetti ai formaggi.

Vi segno qui la ricetta, e mi riprometto di farla entro fine settimana.

Se la provate anche voi mi dite come vi è sembrata? :-)
Mischiate 500 gr. farina tipo "0" con 1/2 litro di latte. Salate, pepate, insaporite con noce moscata, aggiungete 3 uova e amalgamate lentamente il tutto. Sopra una pentola di acqua bollente, passate l'impasto attraverso un setaccio a trama larga, portate a ebollizione e pescate gli gnocchetti.

Disporli in una pirofila alternando uno strato di Spatzle ad uno di formaggi grattuggiati (in tutto 250 gr. di due diversi formaggi stagionati e saporiti).

Tagliate ora 50 gr. di cipolla ad anelli di circa 3 mm e doratela bene in 50 gr. di burro chiarificato (si trova in commercio come burro concentrato ed è più grasso del burro normale, ehehehehe ;-) Infine versatela col burro sugli gnocchi.

Yum Yum ;-)

Metti una sera a cena...con un salmone in salsa teriyaki :-)


Era una sera, uscivo dall'ufficio tardi e avevo un'oretta scarsa prima di andare al mio appuntamento con lo stage teatrale (cantante o attrice? bah diciamo creativa), ma non potevo e non volevo rinunciare ad una cenetta speciale (anche se rapida) in compagnia speciale.

Ecco che la scelta è caduta su un ristorantino asiatico, felice via di mezzo tra il veloce take-away e il risto-glamour-fusion alla milanese che tanto fa figo frequentare quando dico che la sera faccio cose e vedo gente ;-)

Al tavolo, oltre ad una bottiglia d'acqua in fashion look (sarà costata quanto un vino in riserva?), non mancavano il chirashi e gli uramaki della situazione. Ma ecco che una vecchia conoscenza ha fatto piacevolmente capolino, una ricetta che mi ricorda come i giapponesi non abbiano inventato ottimi abbinamenti solo con gli ingredienti crudi ma anche nelle cotture: il Singor Salmone in Salsa Teryiaki.

Proviamo a vedere se mi ricordo come si faceva...

Mettete a macerare un'ora del buon salmone (circa 600 gr. se volete 4 porzioni) in un composto di 1 C di zenzero grattuggiato che avete mescolato con un frullino con 6 C di salsa di soia e 4 C di mirin. Asciugatelo poi con carta da cucina e infarinatelo. Friggetelo in padella con 2 C di olio di semi e mettetelo da parte.

Versate in una grande padella 6 C di salsa di soia, 4 C di mirin, 4 C di sakè, 1 C di zucchero e fate bollire la salsa ottenuta per addensarla. Immergete ora il salmone nella padella con la salsa e cuocete i filetti girandoli e inumidendoli pian piano.
Itadakimasu ;-)

domenica 6 marzo 2011

BBQ Ribs: 5, 10, 100 dita :-)


Eletto a gran voce il piatto migliore di una giornata barbecuosa, le BBQ Ribs non finiranno mai di piacermi. Ho capito che più di cinque dita e svariate patatine non ce la posso fare (forse perchè prima mi smagnazzo tutte le patatine e arachidi che mi occhieggiano con la loro simpatica faccina dal tavolo?) però le mitiche BBQ Ribs ogni volta sono una vera gioia per gli occhi e per il palato.
Dopo aver girato qualche localino carnoso, posso dire che le migliori Ribs bolognesi sono al Roadhouse Grill di via Stalingrado dove, se passate, vi consiglio anche lo Special Burger (il pezzo di carne è grande tre volte quello di un normale hamburger, c'è tanta pancettina croccante e un po' di formaggio cheddar che non guasta mai. A proposito ma dove lo trovo un bel pezzo di Cheddar a Bologna?)
Ok, adesso passiamo alla parte utile, come fare le Barbecue Ribs a casina?
Buone intendo ;-)
Chiedete innanzi tutto al macellaio, o al supermercato dove comprate la carne, che vi tenga le costine di maiale tutte attaccate. Di solito si vendono le costine singole (puntine di maiale o come preferite chiamarle) voi chiedetele/ordinatele tutte attaccate in 5, 10, 100 dita!
Poi e' veramente molto facile: in una pentola molto capiente far bollire dell'acqua (abbondare). Mettere le costine a bollire per 20 minuti con sale e cipolla. Scolarle e far raffreddare per almeno 1/2 ora.
A questo punto spalamatele di salsa Babecue e lasciatele immerse nella salsa tutta la notte.
Il giorno dopo le potete tranquillamente grigliare sul Barbecue ed essere sicuri di avere ottimi risultati!